Cosa contiene la bolletta della luce?

Le bollette della luce risultano spesso astruse ai consumatori, che si trovano di fronte dati che non sanno interpretare e non comprendono completamente. Per questo motivo, è importante fornire agli utenti informazioni che gli consentano di avere maggiore chiarezza ed essere sicuri delle cifre che vanno a pagare, avendo certezza riguardo a cosa corrisponde ogni voce. Per questa ragione, offriamo di seguito un vademecum su come leggere la bolletta della luce, dove potrete trovare le varie voci di costo spiegate nel dettaglio.

La prima pagina della bolletta elettrica

La prima pagina è dedicata alle informazioni identificative riguardanti la fornitura ed il relativo contratto. Inoltre, la bolletta presenta subito le caratteristiche tecniche della fornitura, quali il numero di utenza, il codice POD che indica il preciso punto geografico in cui l’elettricità fornita al cliente viene prelevata (utile quando si vuole cambiare il fornitore dell’energia elettrica o per fare dei reclami alle associazioni per la tutela dei consumatori), la tipologia di cliente che può essere domestico residente o non residente, la potenza e la tensione di fornitura, il totale da pagare e la scadenza. Inoltre, la prima pagina presenta un grafico a torta con i corrispettivi fatturati divisi in quattro gruppi: spese per la materia prima, spese per il trasporto e la gestione del contatore, spese per gli oneri di sistema tra cui rientrano anche i contributi per la produzione di energia da fonti rinnovabili, imposte ed IVA, canone RAI.

I costi

Nel dettaglio, il 50% della bolletta è costituito dai servizi di vendita, distribuiti tra una quota fissa, relativa al costo di commercializzazione dell’energia ed una quota energia, che è variabile. Per quanto riguarda le spese di trasporto, la tariffa viene applicata in modo uniforme su tutto il territorio nazionale sulla base dell’inflazione, gli investimenti per migliorare il servizio ed altri fattori. Le imposte che troviamo in bolletta, invece, fanno riferimento all’imposta erariale di consumo, che si applica alla quantità di energia consumata a prescindere dal tipo di contratto e all’IVA. 

I consumi

Dal punto di vista dei consumi effettivi, questi vengono suddivisi dai contatori elettronici in fasce F1, F2o F3, a seconda dell’orario in cui avvengono. Dal consumo stimato, invece, derivano da stime presunte che si basano sullo storico del cliente in materia di consumi. Il consumatore può naturalmente effettuare l’autolettura e comunicare al fornitore i dati effettivi.