Obbligo del passaggio al mercato libero dell'energia: cosa significa?

Mercato libero dell’energia significa possibilità di scelta dell'operatore che ci fornisce energia e gas. Ma come funziona l'obbligo del passaggio al mercato libero dell'energia? Già stabilito dal Decreto Bersani nel 1999, la liberalizzazione del mercato dell’energia ha subito una svolta con il DDL Concorrenza, che ha stabilito il 30 giugno 2020 come limite massimo per il passaggio. Possiamo immaginarlo in forma semplificata come lo stesso processo che avvenne con la telefonia. Dove prima c'era solo un fornitore, statale, oggi fioriscono e fioriranno differenti aziende che rendono il mercato più vivo e dinamico, permettendo al consumatore di risparmiare di più.

Attenzione: nel mercato tutelato dell’energia che abbiamo conosciuto finora le tariffe venivano decise dall’Autorità dell’Energia, ogni tre mesi. Nel mercato libero invece l’utente sceglierà consapevolmente il fornitore con le tariffe che gli sono più affini. La differenza sostanziale è nella fornitura, quindi nella parte commerciale, quella delle bollette. Le reti, la distribuzione, il contatore e le tasse resteranno sempre le stesse.

Nel DDL è specificato che il passaggio obbligatorio al mercato libero energia sarà necessario, in quanto dal primo luglio 2020 non esisterà più (o comunque sarà molto diverso) il mercato a maggior tutela. Per aiutare i consumatori a cambiare, l’Autorità ha istituito la Tutela Simile, attivabile solo online, che permetterà agli utenti di prendere confidenza con la nuova metodologia e abituarsi a seguire, informarsi e cambiare piano, attraverso i portali messi a disposizione dai fornitori di energia.

Come passare da mercato libero a maggior tutela

Può succedere che si sia già provato a passare al mercato libero energia, ma per vari motivi si è cambiata idea. Se appartenete a questo gruppo e volete tornare al contratto di maggior tutela finché è ancora possibile, potete farlo esercitando il diritto di recesso, sempre nel rispetto delle norme e dei termini stabiliti dal contratto in essere con il tuo fornitore del mercato libero.

Il diritto di recesso può essere esercitato inviando una raccomandata a/r al fornitore attuale in cui si dovrà specificare: nome e cognome o ragione sociale, codice fiscale o partita IVA, copia della carta d'identità, indirizzo della struttura dove viene fornita l'energia o il gas, il codice POD o PDR indicati sulla bolletta.

Il servizio di maggior tutela durerà fino al primo luglio, dopo questa scadenza rimarrà solo il servizio di salvaguardia. Quest’opzione finora è stata disponibile solo per le aziende che fossero rimaste senza fornitura, ma verrà messo a disposizione di tutti i consumatori in due casi specifici. Il primo, per assicurare la continuità della distribuzione di energia e gas durante il passaggio da un fornitore all’altro. Il secondo per mantenere la copertura nel caso in cui per qualche motivo l’azienda con la quale si era stipulato il contratto fallisce.

Questo servizio di salvaguardia però costerà molto di più, spesso quasi il doppio, quindi bisognerà sfruttarla solo per il tempo necessario alla scelta del nuovo fornitore.

Se siete passati al mercato libero tramite Internet o telefono, o fuori dagli uffici del fornitore, avete a disposizione 14 giorni per ripensarci. Questo si chiama diritto di ripensamento e si comunica via fax, mail o raccomandata A/R.

Passaggio obbligatorio mercato libero energia

Cosa significa il “passaggio obbligatorio”? Significa avere due opzioni. La prima è aspettare il limite massimo. Non ci sarà nessuna sanzione, si tratterà solo, come abbiamo visto, di passare al servizio di salvaguardia, momento in cui il risparmio in bolletta diventerà automaticamente una priorità. La seconda è non aspettare e passare subito al mercato libero di gas e luce. È già possibile effettuare una scelta più conveniente, basandosi sulle proprie abitudini di consumo e sulle proprie necessità, senza interruzioni di corrente e senza eccessivi stress. In una parola? Liberamente!