Fine del mercato tutelato: cosa cambia?

Il DDL Concorrenza ha permesso di liberalizzare il mercato dell'energia, dichiarando la fine del mercato tutelato energia entro il 30 giugno 2020: che significa in soldoni (o sarebbe meglio dire in bollette)?
La prima cosa da distinguere è la definizione di mercato libero e mercato tutelato.

Cos'è il mercato tutelato?

Il mercato tutelato è stato il regime di pagamento e gestione dell'energia e gas dagli anni ‘60 fino al 1999, quando il decreto Bersani aprì il mercato ad altri attori. In pratica con il mercato tutelato dell'energia è l'Autorità di Regolazione dell'energia a decidere il prezzo che risulta in bolletta, e lo decide ogni tre mesi in base alle fluttuazioni del mercato delle materie prime. È "tutelato" perché questi prezzi vengono gestiti correttamente da un'autorità che ne calibra il valore giusto e stabilisce un tetto massimo che dovrebbe controllare il mercato.

Mercato libero: cosa significa?

Come visto, dal 1999 si è iniziato un graduale processo di liberalizzazione del mercato che ha raggiunto il suo apice nel DDL concorrenza. Secondo questo decreto entro il 30 giugno 2020 tutta la rete dei fornitori di energia e gas del paese sarà liberalizzata. Più aziende offriranno il servizio di fornitura, più aumenteranno le offerte e i servizi accessori, più scelta ci sarà per il consumatore, soprattutto in base all'utilizzo che ne fa. Dobbiamo immaginarla un po' come per i gestori telefonici: a un gestore statale si sono aggiunti a mano a mano attori privati che hanno coperto le necessità dei singoli, il loro modo di usare il traffico telefonico e tutto ciò che ne consegue. Il mercato libero dell'energia non è molto diverso da questo concetto. Non ci sarà più l'autorità di Stato a controllare i prezzi e l'aumento della concorrenza risulterà in diverse soluzioni adatte a diversi consumatori.

Il mercato libero energia conviene sotto molti punti di vista, perché è una conseguenza dell'aumento della concorrenza in un settore: i prezzi si differenziano e le aziende fanno "a gara" per vendere il loro servizio. Quindi in qualche modo c'è sempre una convenienza.

Mercato libero o maggior tutela?

Ma cosa scegliere finché c’è tempo? Il problema, come sempre, è la difficoltà del cambiamento. Capiamo l'effetto che possa fare il concetto di data di scadenza, e la difficoltà che molti potranno riscontrare nel passaggio a un nuovo fornitore: si tratta di stabilire un rapporto di fiducia, su un settore che non è esattamente la telefonia ma riguarda il sostentamento dei benefit all'interno della propria casa. In realtà, poi, il passaggio non comporta particolari complicazioni. Bisogna sottoscrivere un contratto con un nuovo fornitore appartenente al mercato libero dell'energia e non al mercato tutelato, e la procedura viene avviata immediatamente. Sarà il fornitore a incaricarsi di avvisare la vecchia azienda che si occupa di questo servizio nella vostra abitazione o azienda, e il passaggio avverrà entro due mesi dalla richiesta senza che il servizio venga interrotto.

Certo, bisogna stare attenti alle clausole di contratto, ai consumi basati sulle nostre abitudini, bisogna scegliere bene a chi affidarsi e sapere le domande giuste da fare. Ma come scegliere l’offerta sull’energia elettrica più adatta? Come districarsi tra calcoli, tabelle, dati, postille? Ci sono due cose principali da tenere a mente: la prima sono i prezzi a scadenza, la seconda le clausole vincolanti. Nel primo caso bisogna prestare attenzione al fatto che, spesso, l'offerta proposta scadrà dopo 12 mesi. Le domande da chiedersi quindi sono: quanto andrò a pagare dopo? Quanto costerà recidere il contratto? Le clausole vincolanti invece sono quelle che obbligano l'utente a restare legato a quel fornitore per un certo periodo di tempo, rendendo impossibile la recessione a meno di pagare pesanti more.